LETTERA A ME STESSA.
27.11.2018
Cara me,
vorrei che tu riuscissi a smettere di tormentare la tua testa con pensieri futili,
inutili e gravemente disastrosi,
soprattutto quando i tuoi occhi vorrebbero solo chiudersi e lasciarsi andare al sonno.
Cara me,
tu dovresti dormire di più.
Dovresti essere meno triste all’improvviso,
dovresti essere meno volte triste quando non ne hai una ragione, solo perché ti manca qualcosa che non riesci a decifrare.
Dovresti essere più attenta a quello che desideri, impegnarti per capirlo così come fai per capire gli altri quando ti dicono “hai capito esattamente quello che intendevo, ma come fai?”
Così dovresti fare anche con quello che vuoi,
che tu e solo tu vuoi.
Vorrei che tu capissi che gli addii non sono sempre negativi,
e che a volte piuttosto che trattenere bisognerebbe lasciare andare,
soprattutto se ciò che una volta ti faceva stare bene,
adesso ti fa stare male.
Cara me,
vorrei che tu sapessi che non serve a niente cercare ovunque le distrazioni giuste per i tuoi affanni,
perché non puoi risolvere tramite quello che trovi all’esterno di te la sofferenza che ti porti dentro.
Cara me,
dovresti smetterla di andare contro te stessa, dovresti smettere di andare incontro a persone che non ti sanno meritare.
Dovresti stare un po’ meno soprappensiero e un po’ più dentro alla vita vera.
Cara me,
ho deciso che dopo tutta questa sofferenza, questa inadeguatezza,
questo vuoto catastrofico fino in fondo alla stomaco, adesso ti meriti un po’ di felicità: cercherai di ottenerla?
Ti voglio bene.